c o l o m b a r i a
IL NOME
AVEVO UNA NONNA CHE VENDEVA GELATI E FACEVA DOLCI, IN PAESE ERA MOLTO AMATA E LA CHIAMAVANO "LA COLOMBARIA". HO VISTO UNA BARCA GALLEGGIARE IN UN CANALE E MI E' VENUTO DI CHIAMARLA COSI', PER MIA NONNA...ED ANCHE PER ME.
(qui a sinistra la nonna attorniata dai figli negli anni 'quaranta all'entrata dell'osteria di famiglia, a destra invece una recente immagine della mia prima barca)
(qui a sinistra la nonna attorniata dai figli negli anni 'quaranta all'entrata dell'osteria di famiglia, a destra invece una recente immagine della mia prima barca)
lunedì 24 dicembre 2012
mercoledì 24 ottobre 2012
Un appello per l'Arsenale
L'Arsenale è la spina dorsale della storia economica della città, il primo motivo della sua identità, il luogo che le ha dato la forza di espandersi e regnare sui mari per molti secoli, la macchina che ha costruito con le galee il mito stesso di Venezia e della sua illuminata indipendente operosità. Lo hanno cantato i poeti e lo hanno ammirato i visitatori illustri della Serenissima. Gli storici ne parlano come, in età medievale, l'opificio più grande di tutto il continente. Tra le sue maestranze il Doge sceglieva la sua guardia personale e tra i suoi lavoratori nascevano associazioni libere di mutuo soccorso e previdenza sociale che costituirono l'embrione di quello che ora si chiama sindacato. Anche da questo luogo proviene l'anima profondamente liberale della città e dei suoi abitanti, la loro operosità ha trovato qui, molto prima e molto più a lungo del turismo, lo sfogo più naturale. Questo è il posto dove molte generazioni di veneziani hanno sudato, sofferto e si sono costruite il futuro. Per questo e per molte altre ragioni l'Arsenale deve tornare alla sua comunità poichè è impossibile immaginare quello strano animale che è Venezia la cui testa è a San Marco con il cervello a Rialto senza le sue viscere ed il suo cuore.
LEGGI QUI E FIRMA L'APPELLO!!!
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« Quale nell'arzanà de' Viniziani
bolle l'inverno la tenace pece a rimpalmare i legni lor non sani,...» |
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sabato 13 ottobre 2012
Svezia
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| Bergman col Leone d'Oro |
Approfittiamo dell'autunno e delle sue sinfonie per ricordarci di Ingmar Bergman, il Maestro della cinematografia svedese ma della Svezia ricordiamo anche le belle ragazze dalle gambe lunghe e dalle trecce tipo Pippi Calzelunghe e i fiammiferi di legno, quelli che se la capocchia era umida ci facevano bestemmiare ma un fuoco avviato da uno zolfanello di quel tipo era davvero più bello. Nostri emissari ci ricordano anche che da quelle terre e da quei mari arrivavano anche i Vichinghi che con le loro barche sembra siano arrivati in Nord America prima di Colombo ma questa è un altra storia, eppoi Colombo non era Veneziano e le barche vichinghe erano più simili alle galee grosse della Serenissima dunque pubblichiamo volentieri le immagini di questa bella barchetta gialla e di questo accogliente fiordo con il suo bel porticciolo.
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| fiordi e barchette |
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